Criminal Profiling del Mostro di Firenze secondo gli Esperti dell’ FBI

Profilo Criminale del Mostro di Firenze secondo gli Esperti dell’FBI

Preparato da: Special Agents (SA) John T. Dunn, Jr, John Galindo, Mary Ellen O’Toole, Fernando M. Rivera, Richard Robley and Charles Wagner in consultation w/ Spacial Agent (SSA) Ronald Walker and other members of the NCAVC. Data: 30 giugno 1989
  • La presenza di un bambino nel veicolo delle vittime nel caso #1 potrebbero aver inibito l’assalitore e il fatto che questi riuscì a scappare dal luogo dell’ attacco impedì all’aggressore di perseguire con la sua tipica mutilazione.
  • Il caso #6 coinvolge una coppia omosessuale, e sarà trattato successivamente in altre parti di questo documento (capitolo Attacco, paragrafo 3).
Sopra le foto delle vittime del caso #1 Antonio Lo Bianco, Barbara Locci e Natale “Natalino” Mele, figlio della Locci
In una strada sterrata vicino al cimitero di Castelletti di Signa, intorno alla mezzanotte di mercoledì 21 agosto 1968, Il Mostro uccise a colpi di pistola Antonio Lo Bianco (29 anni), sposato e padre di tre figli e Barbara Locci (32 anni), anch’essa spostata e madre di un bambino di 6 anni, Natalino Mele. I due amanti si trovavano all’interno di un’auto, una Giulietta Alfa Romeo bianca, con il piccolo Natalino che dormiva sul sedile posteriore, quando furono aggrediti e uccisi da 4 colpi di pistola ciascuno. Venne risparmiato il bambino, che fuggito da solo nei campi, raggiunse un casolare di proprietà del Sig. De felice.
Sopra le foto originali della scena del crimine delitto Lo Bianco – Locci. Nelle foto i corpi Antonio Lo Bianco e di Barbara Locci al momento del ritrovamento (Fonte L’enigma del Mostro di Firenze: Tutta la verità – Doc Discovery +)
Sopra la foto delle vittime del caso #6 Horst Wilhelm Meyer e Jens-Uwe Rüsch, entrambi turisti tedeschi di 24 anni
Nella notte tra venerdì 9 e sabato 10 settembre 1983, a Giogoli, il Mostro uccise  due turisti tedeschi, Jens-Uwe Rüsch e Horst Wilhelm Meyer (entrambi di 24 anni), mentre erano a bordo del loro furgone Volkswagen T1. L’assassino ha sparato sette colpi che hanno attraversato la carrozzeria del furgone, tre dei quali colpirono Meyer e quattro colpirono Rusch. Compiuto il duplice omicidio l’assassino non ha infierito sui corpi con il coltello. Rush portava i capelli lunghi, dunque è probabile che il Mostro lo avesse scambiato per una donna.
Sopra le foto originali della scena del crimine del delitto Horst Wilhelm Meyer e Jens-Uwe Rüsch (Fonte L’enigma del Mostro di Firenze: Tutta la verità – Doc Discovery +)
Sopra nella foto le vittime del caso #2 Pasquale Gentilcore e Stefania Pettini
Intorno alla mezzanotte di sabato 14 settembre 1974, in una strada sterrata a Fontanine di Rabatta, non lontano da Borgo San Lorenzo, il Mostro uccise Pasquale Gentilcore (19 anni) e Stefania Pettini (18 anni). I due ragazzi, appartati a bordo di una Fiat 127, vennero aggrediti e colpiti rispettivamente da 5 colpi sparati da una Beretta calibro .22 Long Rifle. Stefania fu ferita alle gambe e morì solo dopo essere stata estratta dall’auto e colpita da un totale di 96 coltellate. L’omicida le ha poi tagliato gli indumenti intimi, le ha inciso la carne con tagli filiforme intorno alle zone erogene e ha penetrato la sua vagina con un tralcio di vite. Infine il suo cadavere fu posizionato a gambe divaricate. Il Mostro aveva colpito post-mortem anche Pasquale con due fendenti all’addome.
Nelle foto sopra una ricostruzione del cadavere di Stefania Pettini e di come fu rinvenuto sulla scena del crimine (Mostra Serial Killer Exhibition – Italmostre)
Fascicolo con le foto originali della scena del duplice omicidio Gentilcore – Pettini (Mostra Serial Killer Exhibition – Italmostre)

Sopra le foto originali della scena del crimine delitto Gentilcore – Pettini. Nelle foto il corpo di Pasquale Gentilcore (Fonte L’enigma del Mostro di Firenze: Tutta la verità – Doc Discovery +/ Catalogo Serial Killer Exibition – ItalMostre)

Sopra le foto originali della scena del crimine delitto Gentilcore – Pettini. Nelle foto il corpo di Stefania Pettini (Fonte L’enigma del Mostro di Firenze: Tutta la verità – Doc. Discovery +)
Foto che ritrae il modello della pistola utilizzata dal Mostro di Firenze (Fonte Il Mostro di Firenze: Tutta la Verità – Doc. Discovery +)
Una Beretta calibro 22 e i suoi proiettili. Con un’arma uguale a questa il mostro ha ucciso 16 volte (Fonte La Nera: Storia fotogarfica di grandi delitti italiani dal 1946 a oggi – Carlo Lucerelli/ Massimo Picozzi/ Mondadori 2006)
Sopra le foto delle vittime del caso #8 Jean Michel Kraveichvili e Nadine Mauriot
Nella notte tra sabato 7 e domenica 8 settembre 1985, in una piazzola nella campagna di San Casciano Val di Pesa nella frazione di Scopeti, il Mostro ha ucciso due campeggiatori francesi, Jean Michel Kraveichvili (25 anni) e Nadine Mauriot (36 anni), sparando all’interno della loro tenda. Jean Michel dopo essere stato colpito alla mandibola e alle braccia riuscì in un primo momento a fuggire tra i boschi. Venne però inseguito e ucciso da 12 coltellate alle spalle, al torace, alle braccia e alla carotide. A Nadine fu asportata la mammella sinistra e il pube. Dopo quest’ultimo duplice omicidio il Mostro ha inviato un lembo della pelle della mammella di Nadine alla Procura della Repubblica di Firenze.
Sopra le foto originali della scena del crimine delitto Kraveichvili – Mauriot (Fonte Catalogo Serial Killer Exhibition – ItalMostre)
Sopra la foto originale che ritrae il cadavere di Jean Michel Kraveichvili, ucciso con la fidanzata Nadine l’8 settembre 1985 (Fonte La Nera: Storia fotografica di grandi delitti italiani dal 1946 a oggi – Carlo Lucarelli/ Massimo Picozzi – Mondadori 2006)
Foto originale della busta inviata dal Mostro di Firenze al magistrato Silvia della Monica (recapitata il 10 Settembre 1985), contenente lembi di pelle di Nadine  Mauriot (Fonte Il Mostro di Firenze: Tutta la Verità – Doc. Discovery +)
Sopra l’identikit più famoso del Mostro di Firenze – Identikit originale del Mostro di Firenze mostrato durante la trasmissione televisiva RAI “Telefono Giallo” del 1987 condotta da Corrado Augias (Fonte Il Mostro di Firenze: Tutta la Verità – Doc. Discovery +/ Mostra Serial Killer Exhibition Italmostre)
  • Le statistiche suggeriscono che i crimini riguardanti la violenza interpersonale di solito si consumano all’interno del medesimo ambito razziale.Pertanto, sulla base delle statistiche disponibili e dell’assenza di informazioni specifiche contrarie, è probabile che l’autore di queste aggressioni sia un maschio bianco di origine italiana, originario dell’area.
  • E’ molto probabile che abbia un’età compresa tra i 40 e i 50 anni.
  • L’assassino si muove a proprio agio sulle specifiche scene del crimine e nell’area di Firenze in generale. E’ quindi probabile che abbia stretti legami con il territorio, probabilmente è originario della zona dove potrebbe avere ancora membri della famiglia residenti.
  • E’ dotato di un’intelligenza media. Dovrebbe aver completato l’istruzione secondaria o equivalente all’interno del sistema scolastico italiano.
  • E’ verosimilmente impiegato con una mansione semi – qualificata, che richiede l’uso delle mani. Non è probabile abbia molti contatti con il pubblico nell’ambito del proprio lavoro a causa del suo senso di inadeguatezza. Potrebbe anche essere irregolare negli orari e nelle abitudini lavorative.
  • E’ possibile che abbia vissuto solo durante gli anni degli omicidi in un quartiere della classe media inferiore. Se non vive da solo, risiederà con un membro della famiglia da cui è almeno in parte finanziariamente dipendente, come la madre, la zia, la nonna o la sorella maggiore. Non è probabile che sia sposato, poiché non è in grado di sostenere relazioni di successo con donne coetanee.
  • E’ un soggetto sessualmente inadeguato e immaturo, che ha avuto pochi o nessun contatto sessuale consensuale con donne coetanee. E’ possibile che soffra di una disfunzione sessuale.
  • E’ verosimile pensare abbia una inclinazione verso la pornografia , in particolare quella che raffigura la violenza dominante maschile.
  • E’ probabile abbia prestato il servizio militare.
  • I maniaci omicidi di questo tipo raramente fermano le loro aggressioni per lunghi periodi di tempo senza un motivo specifico. Quello in oggetto non è stato attivo nell’area di Firenze tra il 1968 e 1974 e il 1974 e 1981. E’ possibile che durante quei periodi risiedesse altrove, o fosse altrimenti inibito nell’agire. L’ assenza potrebbe essere stata motivata da un cambio di lavoro, la frequentazione di un corso scolastico, uno o più viaggi di lavoro all’estero, un prolungato servizio militare o potrebbe essere stato incarcerato per un reato diverso o magari istituzionalizzato per il trattamento di una malattia mentale.
  • La sua residenza è coerente con il suo status economico e quasi sicuramente non è lontana dalla zona in cui ha commesso gli omicidi. Come affermato in precedenza, il suo luogo di lavoro o residenza potrebbe cadere all’interna dell’area geografica di azione o in prossimità del suo primo delitto.